
17) Pensiero e infinito.
Nel terzo libro della Fisica Aristotele affronta il problema
dell'infinito: la scienza della natura studia le grandezze, il
movimento e il tempo, ciascuno dei quali necessariamente 
infinito o finito [...] e quindi converr a chi si occupa della
natura meditare sull'infinito, se esso  o non ; e se , che cosa
mai esso  (202b 30-35). La conclusione di Aristotele  che il
pensiero e la natura si muovono in maniera differente, per cui la
dimensione dell'infinito, propria del pensiero, del tempo e del
movimento, non appartiene agli oggetti sensibili (alle grandezze).
Fisica, 208a 15-24 (vedi manuale pagina 125).
1   [208 a] [...] D'altro canto  assurdo prestar fede al
pensiero, poich l'eccesso e il difetto non hanno luogo nella
cosa, ma nel pensiero. Si potrebbe, infatti, pensare ciascuno di
noi molte volte pi grande di quello che , aumentandolo
all'infinito; non per questo, tuttavia, qualcuno di noi si trova
fuori della citt o  dotato di siffatta statura, quale appunto
l'abbiamo, perch qualcuno lo pensa, ma perch cos : questo
fatto  un accidente.
2   Il tempo, poi, e il movimento sono infiniti, ed anche il
pensiero, senza che permanga la parte che se ne coglie; una
grandezza, invece, non  infinita n per la riduzione n per
l'accrescimento che si effettuano con il pensiero.
 (Aristotele, La Fisica, Loffredo, Napoli, 1967, pagina 78)

